PR e burocrazia: un venerdí di attesa

Durante questi anni in Australia, quante volte ho lodato la burocrazia australiana per la sua sveltezza, semplicitá ed efficienza? Innumerevoli, soprattutto confronto all’Italia. Fatta eccezione per la lunga e complessa trafila per ottenere il visto di coppia… E ora che ho finalmente ottenuto la tanto agognata PR (permanent residency), pensavo di essermi lasciata alle spalle tutta questa burocrazia. E invece proprio non é cosí. C’é un sacco da fare, molte scartoffie da compilare e consegnare, proprio a seguito dell’ottenimento della PR. Prima di tutto in universitá devo effettuare il passaggio da international student a domestic student. Mando email a destra e a manca, non mi risponde nessuno e quindi l’altro giorno vado di persona ad avvisare la facoltá, che puntualmente mi rimanda all’ufficio studenti. Va bene, vado all’ufficio studenti con la mia bella lettera dall’immigrazione:

         ‘Hai il passaporto?’

         ‘Ehm, no, veramente no. Nessuno mi ha detto di portarlo’

         ‘Mi spiace ma ci vuole. Torna con il passaporto e questo foglio compilato’

E cosí oggi torno, munita di passaporto, allo stesso ufficio. Altra impiegata.

         ‘Hai fatto la richiesta di passaggio online?’

         ‘Ehm, no, veramente no. Nessuno mi ha detto che dovevo farlo, online non ci sono informazioni, e la signora dell’altro giorno mi ha detto solo di compilare questo foglio e portare il passaporto’

         ‘Capisco. In ogni modo prima devi fare la richiesta online, poi io te la approvo e facciamo il passaggio. Vieni qua dietro, loggati con i tuoi dati e fai la richiesta’

Detto fatto, richiesta fatta, domanda approvata e il passaggio é ufficialmente fatto. Sono una domestic student e in quanto tale ho diritto alle agevolazioni sui mezzi pubblici.

Seconda tappa quindi allo sportello delle student cards, dove per fortuna tutto va liscio, l’impiegata é molto efficiente e in un attimo ho il mio bel bollino sulla tessera universitaria che mi fará risparmiare la metá del costo del biglietto. Evvai!

Bisogna ancora peró sbrigare la faccenda della borsa di studio, su cui ancora nessuno ha saputo darmi una risposta certa. E cosí salgo al 5° piano e spiego la mia situazione all’impiegata della reception, che mi guarda con sguardo vacuo e mi dice di chiamare una sua collega con il telefono di servizio. Okay. Chiamo ma nessuno mi risponde. L’impiegata sempre piú nel panico. Con il terrore negli occhi mi chiede di lasciarle i miei recapiti che mi fará sapere. Non ero molto fiduciosa, ma mi é da poco arrivata una mail in cui mi si comunica il passaggio a domestic scholarship holder. Speriamo sia la fine di questa storia, e che non ci siano sorprese con il mio prossimo stipendio!

Altra tappa: Medicare. Appena ricevuta la PR chiamo Medicare per chiedere se il passaggio dal visto temporaneo a quello permanente venisse comunicato direttamente dall’ufficio immigrazione o se dovessi farlo io. L’impiegato mi chiede i dati e mi comunica che devo informare personalmente Medicare. Di persona. Non posso farlo via telefono o internet perché devono vedere tutti i documenti dal vivo. Va bene. Allora oggi infiliamoci anche una visita al centro Medicare. Un sacco di persone in fila e cosí l’attesa diventa lunghina. Sono giá stata 2 ore in attesa in ospedale per la visita di controllo all’occhio, e non muoio dalla voglia di starmene seduta qui ancora a lungo, ma tant’é, che posso farci? E cosí attendo, e nel frattempo compilo anche un paio di moduli, perché non capisco quale sia quello giusto… Aspetto e aspetto. Finalmente il mio numero. Spiego la situazione all’impiegata, mi chiede i dati, mi prende la tessera… e mi comunica che il passaggio é giá stato fatto automaticamente qualche giorno fa e che non c’era bisogno che andassi di persona… Ma te possino!

Mi ero illusa di essermi lasciata le noie burocratiche alle spalle, e l’incompetenza di certi impiegati in Italia, ma evidentemente non sono cosí fortunata.

6 thoughts on “PR e burocrazia: un venerdí di attesa

  1. Se pensi che una volta la patente in Australia era un semplice foglietto ripiegato in 4 dentro al portafoglio senza foto e con appena il nome, capisci di come un paese sia andato indietro invece di proseguire su quelle qualità che ne facevano sotto molti punti di vista un paese particolare e molto più facile. Invece adesso tutto è complicato e appiattito su parametri che complicano la vita al posto di favorirla come succede in pratica dappertutto! E aspetta quando ti chiederanno qualche apostille su qualche certificato, ovviamente a suon di centinaia di $!
    Congratulations on Your new status! No joke mate!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *