Ricetta per il perfetto weekend di sci in Australia

Ci sono un’italiana, un australiano, e due americani… no, non è l’inizio di una barzelletta, ma la ricetta per uno splendido weekend a Thredbo. Mentre voi vi godete il caldo (si spera) dell’estate e pensate alle (più o meno) meritate vacanze estive, io ho passato il weekend sulla neve! Incredibile pensare che il 19 luglio io sia andata a sciare, ma questo succede quando si viva a testa in giù!

Finora mi sono sempre rifiutata di andare a sciare in Australia, snobbando gli impianti qui perché li ho sempre considerati inferiori a quelli europei. E poi c’è la questione costo: abituata in Italia, dove posso alloggiare nella mia casa in montagna, utilizzare la mia attrezzatura e pagare poco per lo skipass… l’idea di spendere centinaia di dollari solo per un weekend per piste che magari non valgono neanche la pena, non mi sembrava mai una buona idea. Ma quest’anno tra i propositi per il mio 4° anno down under c’era quello di fare nuove esperienze e buttarmi di più… e così eccomi qui, con il mio primo weekend di sci in Australia alle spalle. Con una coppia di amici americani abbiamo optato per Thredbo, il più famoso comprensorio sciistico in Australia che vanta circa 50 piste, tra cui le famose BIG 5 – cinque piste lunghe tra i 3 e i 5 chilometri -, tra cui la più lunga pista d’Australia. Uno spettacolo!

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Thredbo si trova a circa 500 chilometri da Sydney (più o meno 6 ore di macchina) nelle Snowy Mountains, quindi non è proprio una meta comoda, ma non ci sono alternative più vicine purtroppo. Consiglio di partire il venerdì pomeriggio, se possibile, e magari fermarsi a dormire a Canberra o nei paesi dopo, per spezzare il viaggio. Noi abbiamo proseguito fino a Berridale, dove abbiamo affittato una camera tramite Air B&B. Piccola parentesi sul nostro alloggio: la temperatura di notte scendeva intorno ai -7°C e la nostra casetta non aveva il riscaldamento… Vi avevo già raccontato che questo sia normale in Australia, ma in un paese di montagna lo trovo per lo meno assurdo! Non vi sto a raccontare la sofferenza dell’uscire dal letto (riscaldato con coperte elettriche) la mattina o al pre-post doccia. Un’esperienza assolutamente da non ripetere… ma che ci ha fatto risparmiare centinaia di dollari di hotel!

Durante il viaggio in macchina abbiamo visto tantissimi canguri e wollabies selvatici, oltre agli sfortunati wombats finiti sotto le ruote di qualche macchina. Era la prima volta che vedevo i wollabies in libertà, ed ero euforica come una bambina la mattina di Natale. Thredbo si trova all’interno di un parco nazionale e per arrivare al comprensorio si passa da Jindabyne, cittadina sull’omonimo lago, che è davvero un gioiellino.

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Come detto prima, il comprensorio è davvero grande, con più di 50 piste per tutti i livelli di esperienza. Le piste verdi e blu (non ci sono le rosse qui) sono di solito o molto ampie, o sono stradine panoramiche che non richiedono nessuno sforzo. Le piste nere (o i “diamanti neri”, come li chiamano qui)  invece sono decisamente più difficili, ripide, strette, tra i boschi o sotto le seggiovie. Di noi 4 io sono quella con più esperienza, ma dato che sono passati un paio d’anni dalla mia ultima sciata, non avevo nessuna voglia di esagerare, e sono stata ben contenta di stare al passo degli altri. Quello che più mi ha colpito di Thredbo? Gli eucalipti. In mezzo alla neve. Scordatevi i pini che siete abituati a vedere sulle piste da sci europee. Qui troverete solo eucalipti. Ed è stranissimo!

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Ma le sorprese non sono finite qui. Ci sono alcune cose di quest’esperienza che mi hanno particolarmente colpito. Si tratta più che altro di accortezze, di gentilezze nei confronti degli sciatori che rendono la vita sugli sci/snowboard decisamente più facile. Ad esempio attaccate alle ringhiere che delimitano le code agli impianti di risalita ci sono delle scatole di fazzolettini: addio naso che cola per il freddo e ricerca disperata di fazzoletti nelle mille tasche delle tute da sci. Oppure nei bagni del comprensorio ci sono dei portaoggetti sul retro delle porte, in modo da poter appoggiare guanti, occhiali e quant’altro ci si porta dietro per sciare. Ma che carini sono? Altre cose mi hanno decisamente fatto sorridere, come trovare laksa e pad thai nei rifugi sulle piste. Altro che polenta e capriolo, a Thredbo ci si rifornisce di energie in stile asiatico! Infine, alcune novità si sono decisamente rivelate delle sfide per me, come le T-bars invece degli skilift a rotella a cui sono sempre stata abituata. t-barPer chi non li avesse mai visti, si tratta di una barra a forma di T collegata con un cavo come un normale skilift. In teoria tira 2 persone alla volta – e già questo è un problema -, uno per lato del cavo centrale. La barra viene posizionata sotto il sedere degli sciatori o tra le gambe degli snowboarders. I problemi sorgono sia che si salga da soli o in coppia. Nel primo caso c’è poco equilibrio e la barra tende a “scappare via” dal lato vuoto. Nel secondo caso bisogno trovare l’armonia e la sincronia tra i due, e arrivare in cima senza cadere. In ogni caso, lo “smontamento” dalla T-bar è un’impresa!  Sono fiera di ammettere però di non essere mai caduta, e ora di domenica pomeriggio P. ed io eravamo delle vere professioniste delle T-bars. 🙂

E’ stato un weekend certamente costoso, stancante e faticoso per il lungo viaggio, ma non avrei potuto chiedere di meglio. Animali in libertà, bel tempo, relativamente poca gente, comprensorio fantastico, bellissimo panorama, e, soprattutto, COMPAGNIA PERFETTA. Questa è la mia ricetta per il perfetto weekend di sci in Australia.

12 thoughts on “Ricetta per il perfetto weekend di sci in Australia

  1. L’esperienza sulla neve Downunder e’ proprio da fare, soprattutto quest’anno che c’e’ parecchia neve. Io sono stata vicino a Queenstown a sciare, uno spettacolo! Pero’ quest’anno spero di poter andare in Australia a sciare, a Mount Buller l’anno scorso era un po’ spelacchiato!

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