Biennale of Sydney – You image what you desire

Dal 21 marzo al 9 giugno Sydney ospita la biennale, un festival d’arte contemporanea che si tiene ogni due anni (dah!). Insieme alle biennali di Venezia e San Paolo, è uno dei festival artistici più lunghi al mondo, nonchè il più grande e più frequentato d’Australia. A Sydney si tiene fin dal 1973, ma quella di quest’anno ha rischiato di saltare a causa di alcune proteste a favore dei rifugiati in Australia: il maggiore sponsor della biennale infatti, è Transfield, una compagnia molto coinvolta nella costruzione di centri di detenzione all’estero. Dopo numerosi ritiri e defezioni da parte di artisti importanti, la biennale di Sydney ha finalmente deciso di tagliare i ponti con Transfield, e l’esibizione ha potuto avere inizio.

Il motto di quest’anno è “You Imagine What You Desire“. Quest’evocazione celebra l’immaginazione artistica nei suoi precedenti storici e opportunità future. Ci ricorda che l’arte non è separata dalle condizioni culturali e dall’ambiente politico, sociale e climatico in cui è generata.

Devo ammettere di non essere una fan sfegatata dell’arte contemporanea. Non la capisco. In una tela bianca io ci vedo solo una tela bianca. Detto questo, ieri ho deciso di approfittare dell’ennesima giornata di pioggia e di una gara di scherma dell’Avvocato per andare a dare un’occhiata a questa biennale.

Tappa numero 1: Museo d’Arte Contemporanea, a The Rocks. La cosa bella è che questo museo è sempre gratuito, quindi offre la possibilità di immergersi nell’arte contemporanea proprio a tutti. Ci ero già stata appena mi ero trasferita a Sydney, e mi aveva colpita (non so se in bene o in male) con arte che proprio non capivo, come un cesto pieno di noccioline. Bho. Comunque, in aggiunta alle mostre permanenti, il museo offre alcune esibizioni esclusive per la biennale. Quello che mi ha colpito di più? Sicuramente i colori. Colori vivaci, colori brillanti, colori vividi. I colori li posso capire, i colori li posso amare.

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Tappa numero 2: Cockatoo Island, un’isoletta in mezzo alla baia di Sydney patrimonio dell’UNESCO. Un tempo prigione e poi sito industriale, l’isola offre parecchio da vedere in ogni giorno dell’anno. In particolare in questo periodo è una delle sedi della biennale, e quindi offre ancora più attrazioni! Non essendoci ancora stata, volevo proprio cogliere l’occasione di questa mostra per visitare l’isola. Presto detto che fatto, perchè ieri il tempo proprio non era dei migliori per l’esplorazione dell’isola e quindi ho deciso di rimandare.

Image courtesy of Sydney Harbour Federation Trust
Image courtesy of Sydney Harbour Federation Trust

E così la mia ben intenzionata giornata artistica si è conclusa prima del previsto, ma spero di poter rimediare al mio rientro dall’Italia, se il tempo sarà più clemente!

One thought on “Biennale of Sydney – You image what you desire

  1. Assolutamente non perderti Cockatoo island, e’ fantastica! Soprattutto le installazioni nei capannoni principali, visto che gli artisti hanno a disposizione uno spazio enorme per lavorare, e i risultati sono mozzafiato. Ci sono stata per la biennale del 2012 e ne vale davvero la pena… meglio se riesci ad andare in settimana per evitare la folla. E ovviamente una giornata di sole sarebbe ideale =)

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