Cambio di prospettiva

Un recente fatto spiacevole successo ad una conoscente (tentativo di intrusione in casa) e la successiva “caccia alle streghe” su facebook, mi hanno fatto molto pensare a come sia cambiata la mia opinione sugli immigrati in Italia da quando io stessa ne sono diventata una.

Mi sono sempre considerata una persona aperta e tollerante, eppure devo dire che, vivendo a Milano, non è sempre stato facile ignorare la realtà di clandestini, zingari e abusivi. Quando la roulotte di famiglia è stata rubata dal parcheggio sotto casa, abbiamo subito dato la colpa ai nomadi. Quando qualcuno è entrato nel nostro garage, rubato oggetti personali e compiuto atti vandalici, i carabinieri sono stati svelti a puntare il dito contro il circo che stava lasciando in quelle ore il mio paese. Quando gli amici di mio fratello sono stati minacciati  e derubati nel tragitto per la scuola, si è subito pensato a giovani zingari. E così via.

Accuse giustificate? A volte, spesso, sì. Se ne sentono ogni giorno di casi di rapine, stupri, e violenze in generale perpetrate da stranieri (regolari e non) in Italia. Sicuramente un altrettando numero di crimini sono compiuti da italiani in Italia, ma questi fanno meno notizia e suscitano meno scalpore. E’ molto più facile puntare il dito contro marocchini, albanesi, rumeni, ecc e accusarli di essere la feccia della nostra società.. E’ facile chiedere che vengano rispediti nel loro paese e illudersi che questo possa cambiare le cose nel nostro. Ma sarebbe davvero così? Gli italiani sono davvero così innocenti e virtuosi?

La mia risposta è NO. Non lo siamo in patria e non lo siamo all’estero. E se in Italia, il criminale italiano non si dedica tanto ai furti d’appartamento, quanto all’evasione delle tasse, all’estero il criminale italiano frega a più non posso. Per mia esperienza personale, da quando sono in Australia posso dire di essere stata fregata sempre e solo da italiani: dal padrone di casa che non mi voleva restituire la caparra al capo che non mi pagava il minimo sindacale, al nuovo capo che non paga tasse nè contributi. Ci saranno anche, e me lo auguro proprio, tanti italiani onesti all’estero, ma la mia esperienza purtroppo mi dice il contrario…

E allora mi viene da pensare che se ci sono certe persone che linciano il criminale straniero in Italia e lo vorrebbero sbattere fuori dal paese, ci saranno sicuramente altre persone in Australia, Canada, Francia o Svezia, che sono state raggirate, sfruttate e fregate da un italiano e che si augurano il suo ritorno in patria. E se tutti i criminali italiani fossero rispediti in Italia, quanto sarebbero contenti i cari concittadini razzisti? Sarebbero pronti ad accogliere questi rei a braccia aperte o riserverebbero loro lo stesso trattamento che hanno nei confronti dei delinquenti stranieri?

Non so, ci sarebbe tanto da discutere, e non so neanche più da che parte sta andando questo mio discorso. Concludo dicendo solo che quello che fanno gli immigrati in Italia, lo fanno anche gli emigrati italiani all’estero. E allora andiamoci piano con questa “caccia alle streghe”, che proprio un paese di santi non lo siamo!

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