Sapporo, Giappone

Quest’autunno ci ha regalato la possibilità di un nuovo viaggio in Giappone, questa volta per il matrimonio del fratello dell’Avvocato, J., con A., una ragazza giapponese. Il nostro viaggio però non è cominciato nel migliore dei modi! Il giorno prima della partenza, mentre cercavo di fare il check-in online, ho notato che il mio cognome era scritto sbagliato. Inaspettatamente, la cosa non ha fatto suonare nessun campanello di allarme. Sono abituata da sempre a vederlo scritto nei modi più assurdi, e in quel momento proprio non ci ho dato peso. Solo la sera alle 9 me ne sono ricordata e l’ho detto all’Avvocato, che è entrato nel panico, dicendo che con un nome diverso sul biglietto rispetto al passaporto non mi avrebbero fatto partire. Ci attiviamo subito con il servizio di emergenza dell’agenzia viaggi, ma c’è poco che potevano fare a quell’ora, se non mandare una richiesta per il cambio di nome alla compagnia aerea, il cui ufficio comunque non avrebbe aperto fino alle 9 di mattina… e il nostro volo era alle 11! Vi lascio immaginare che notte che abbiamo avuto! Siamo andati all’aereoporto alle 8, solo per sentirci dire che fino alle 9 non potevano fare niente. Abbiamo passato le successive 2 ore correndo da una parte all’altra, fino a quando alle 10.10 mi hanno dato l’ok per imbarcarmi! Alla fine tutto è andato per il meglio, e ci abbiamo anche guadagnato due posti vicino all’uscita di emergenza e una carta express per la sicurezza e la dogana. Non tutti i mali vengono per nuocere!

Dopo un giorno e mezzo di volo, con uno scalo a Saigon e uno a Tokyo, siamo finalmente arrivati a Sapporo. La mattina dopo siamo partiti in esplorazione della città che, nonostante i suoi 2 milioni di abitanti, non ha un centro molto grande e non c’è poi così tanto da vedere. Circondata dalle montagne, sembra un po’ Torino o Grenoble, e dà l’impressione che il suo periodo migliore sia in inverno. D’altronde, nel 1972 proprio a Sapporo si sono tenute le olimpiadi invernali, le prime in Asia. Non abbiamo visto altri stranieri in giro e ci siamo sentiti un po’ sempre al centro dell’attenzione, mentre in città come Tokyo sei solo uno dei migliaia di altri stranieri! Girovagando per la città abbiamo passato Odori Park, con la sua torre della televisione che altro non è che la brutta copia della torre Eiffel. Andando oltre siamo arrivati al vecchio palazzo del governo di Hokkaido, che è molto bello con i suoi mattoni rossi nel mezzo di un bel parco. Si può entrare gratuitamente e visitare le varie sale in cui sono esposti prodotti e informazioni su Sapporo e l’isola di Hokkaido. 

sapporo-2

Dopo un pranzo in famiglia, dove abbiamo conosciuto la famiglia della mia futura cognata, siamo andati tutti sul monte Moiwa. Si arriva in cima con due funicolari e da lassù si ha una bellissima vista della città. Almeno in teoria, perché quel giorno pioveva e non si vedeva molto! Probabilmente non valeva il prezzo del biglietto (circa 15 euro) ma quello non lo puoi sapere finché non ci vai! Domenica era il grane giorno del matrimonio, che però era alle 17.30, e così la mattina siamo potuti andare a vedere il villaggio storico di Hokkaido. Praticamente un museo all’aperto in cui hanno trasferito un sacco di case – o in un caso, un intero villaggio, quello dei pescatori – appartenenti a varie epoche e parti di Hokkaido. Il risultato è davvero interessante e vale la pena passarci una mezza giornata. Purtroppo noi non avevamo molto tempo e la pioggia non cessava, perciò non era la situazione migliore per vederlo. 

sapporo-5
E così a metà pomeriggio ci siamo recati tutti nell’Hotel Renaissance, dove avrebbe avuto luogo il matrimonio di J. & A. Esperienza interessante, è stato un mix di cerimonia occidentale e giapponese, molto diversa da quella tradizionalmente giapponese dei nostri amici in aprile. In tutto la cerimonia è durata sì e no 10 minuti e poi c’è stata la presentazione delle rispettive famiglie. Anche il ricevimento è stato molto particolare, con continui cambi d’abito degli sposi, discorsi, e cibo ottimo. Finita la cena noi giovani siamo andati al dopo-festa in un locale in centro, dove abbiamo continuato i festeggiamenti con gli sposi. A mezzanotte, quando il locale ha chiuso, abbiamo deciso di prolungare le danze con un classico karaoke giapponese! E così fino alle 3 di mattina abbiamo cantato, ballato e bevuto in onore dei neo-sposi (che erano i più sobri di tutti!). È stato molto bello come i due gruppo, noi occidentali e gli altri giapponesi, si siano integrati con facilità… sicuramente una bellissima serata e speriamo che sia stato lo stesso per gli sposi!

ja-wedding
Dopo poche ore di sonno eravamo già tutti pronti nuovamente per un po’ di turismo. I neo sposi avevano in programma di passare la giornata con le due famiglie: la mattina alla fabbrica di cioccolato e nel pomeriggio al museo delle olimpiadi invernali. Entrambi si sono rivelati una delusione. La fabbrica di cioccolato, che si trova in un bellissimo palazzo con un bel giardino, è più un museo che una fabbrica. Per chi si aspetta di vedere la produzione di cioccolato e caramelle, sarà una delusione. Allo stesso modo, il museo di giochi invernali è piuttosto piccolo e datato (bhè, le olimpiadi si sono tenute nel ’72…) e diciamo che non vale il prezzo del biglietto. Molto meglio è prendere la seggiovia e risalire in cima alla pista del salto con gli sci, che è molto impressionante. È la prima volta che la vedo dal vivo ed è pazzesco pensare che esista uno sport del genere! Dalla cima si ha una splendida vista della città, ed è veramente un must di Sapporo!
 

sapporo-3

Il giorno dopo era il nostro ultimo giorno a Sapporo e abbiamo noleggiato una macchina con i genitori dell’Avvocato per vedere la zona dei laghi a sud di Sapporo. Abbiamo passato il monte Eniwa, un vulcano tipo il monte Fuji, e poi ci siamo diretti verso il lago Toya, che è il risultato di un’eruzione del monte Usu alle sue spalle. Questa zona è fortemente sismica, e il monte Usu erutta con regolarità ogni 15 anni. In città c’è un piccolo museo che spiega la storia del vulcano e le conseguenze delle sue eruzioni, e inoltre si può visitare parte del paese che era stato distrutto dall’eruzione del 1975. Dopo aver costeggiato il lago Shikotsu, siamo arrivati finalmente all’aereoporto, dove avevamo un volo serale per Tokyo.

sapporo-4

I primi ¾ del volo sono stati tranquilli, ma più ci avvicinavamo a Tokyo e più aumentavano le turbolenze. Quello che noi passeggeri non sapevamo era che, proprio in quelle ore, il tifone Wipha stava spazzando il Giappone. Ci sono stati attimi di terrore e panico quando l’aereo ha sobbalzato violentemente e molti passeggeri si sono messi a urlare, e una lunga mezz’ora di ansia per me in cui pensavo che davvero non ce l’avremmo fatta. Per fortuna il pilota è riuscito a portare giù il bestione e abbiamo tirato tutti un enorme sospiro di sollievo. Nel frattempo il tifone, il 26° della stagione e il più potente degli ultimi dieci anni, ha causato la morte di 13 persone e più di 50 risultano mdisperse. Come risultato, il nostro volo del giorno successivo per il Vietnam, che era in programma per le 10 di mattina, è stato posticipato prima alle 17.30 e poi di nuovo alle 19.00. Una giornata sprecata all’aereoporto, ma alla fine, all’alba di mezzanotte passata, siamo finalmente arrivati ad Hanoi, Vietnam.

0 thoughts on “Sapporo, Giappone

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *