Curiosità sul matrimonio

  • USANZE
    Vi siete mai chiesti l’origine del velo da sposa, dell’anello nuziale, del lancio del riso? Ecco le risposte a tutte le vostre curiosità.
    Il velo della sposa fu introdotto dagli antichi romani per proteggere la giovane donna dal “malocchio” di un corteggiatore deluso.
    L’anello matrimoniale (la vera), usato generalmente negli sposalizi cristiani fin dal secolo IX, risale in realtà agli antichi Egizi e veniva posto all’anulare della sposa perché si riteneva che per quel dito passasse una vena che andava direttamente al cuore. L’anello fatto d’oro, il più resistente dei metalli, conferisce a chi lo porta le doti di una perfetta e durevole unione. Di qui, appunto, nasce la superstizione che la rottura delle fedi preannunci disastri.
    Il tradizionale lancio del riso o coriandoli sul corteo nuziale, nasce da un vecchio rito greco secondo il quale, per propiziare la fertilità, si facevano piovere sulla coppia dei dolci. Il gesto aveva anche lo scopo di augurare loro prosperità. In Indonesia, invece, il lancio del riso serviva a trattenere l’anima dello sposo che altrimenti, subito dopo il rito, sarebbe fuggita via senza mai fare ritorno.
    Il termine “luna di miele”, il periodo in cui deve aver luogo la “consumazione”, deriva dal vecchio costume del nord Europa di bere vino misto con miele, come afrodisiaco, durante il primo mese di nozze.
     
  • CORTEGGIAMENTO
    In Persia se un giovane voleva una ragazza doveva gettarle in testa un lenzuolo.
    In Messico un uomo che voleva prender moglie andava al tempio e ne parlava al sacerdote: una volta uscito doveva sposare la prima ragazza nubile che incontrava.
    In India una giovane che voleva un uomo per marito andava a casa sua e si sedeva davanti alla porta. 
    Un eschimese per sposarsi doveva uccidere una foca e offrirla al padre della ragazza che voleva sposare.
    In Sud America una ragazza interessata ad un ragazzo cercava di farlo inciampare durante le danze: se ci riusciva era un suo diritto averlo per marito.
    In Serbia e in Bulgaria si afferrava la ragazza per una caviglia per strada e la si faceva cadere.
    Nelle isole Trobriand, presso Papua, la ragazza si recava dall’uomo prescelto e lo morsicava.

  • MATRIMONIO
    Nell’antico Egitto il re era considerato di sangue divino, figlio del dio; per mantenere intatta la purezza di tale discendenza, egli sposava solitamente una sorella, una sorellastra o parente stretta.
    In Grecia veniva inizialmente pattuita la dote, e si procedeva poi alla promessa formale. Il giorno del matrimonio si celebrava un sacrificio nuziale agli dei protettori del matrimonio, e quindi si offriva un banchetto. La sera, un corteo accompagnava la sposa alla casa dello sposo; sulla soglia della casa, gli sposi erano coronati ritualmente di frutti simboleggianti fecondità.
    In India lo sposo concludeva le nozze portando la sposa sulle spalle fino al suo villaggio.
    In Portogallo il sacerdote legava insieme le mani degli sposi con un pezzo di stoffa, in Cina li legava con i capelli.
    In Inghilterra gli sposi mettevano l’anello nuziale al pollice.
    In Francia, durante il medioevo, la sposa baciava il piede del marito.
    In Groenlandia lo sposo prendeva la sposa per i capelli e la trascinava nella capanna.
    In Tibet, per risparmiare sulla dote, i fratelli condividevano la stessa moglie.
    In alcune zone dell’Africa, prima di sposarsi, un uomo doveva andare a letto con la futura suocera.
    Nelle Isole Gilbert, se un uomo era attratto da una ragazza doveva sposare anche le sue sorelle.

  • VITA QUOTIDIANA
    In alcune zone dell’Africa le mogli del capo di una tribù fungevano da mobilio e servivano il marito

    come sedie, cuscini e tavoli.
    Le donne del Bhutan trasportavano i mariti sulla schiena durante i viaggi.
    In America, i Sioux consideravano una grossa offesa da parte di un ospite il rifiutare la compagnia della loro moglie per una notte.
    In Europa, nel 1500, le donne si fidanzavano a sette anni, si sposavano a 13!
    Le donne sposate diventavano “umili serve” dei loro mariti. Esse gli parlavano spesso in terza persona, lo servivano a tavola. Le contadine non mangiavano con il loro marito, ma si tenevano in piedi dietro di lui, o sedute presso il focolare. Il marito controllava i conti della casa, assumeva o licenziava il personale; egli poteva picchiare sua moglie e anche farla rinchiudere.
    In Italia, la condizione delle donne era migliore; esse si sposavano a 20 anni; i loro mariti le rispettavano e insegnavano loro l’economia, la buona gestione della casa, il risparmio.

  • SESSO
    In Tasmania se una donna chiedeva ad un uomo una zappa lo invitava a fare sesso con lei.
    In Cina, era vietato fare sesso per i tre anni successivi alla morte di un genitore.
    In Africa, il sesso era proibito quando le vacche erano al pascolo.
    Nell’isola della Nuova Irlanda, nel Pacifico, marito e moglie non potevano avere rapporti quando una delle loro scrofe era gravida.
    Nei Caraibi gli sposi non potevano avere rapporti di notte: i bambini concepiti al buio sarebbero nati ciechi.

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