Viaggio nel paese del Sol Levante – Tokyo

Trovare un hotel decente a Tokyo è stato più complicato che trovare un ago in un pagliaio. E non perché non ce ne siano abbastanza, ma perché ce ne sono troppi! La “Grande Area di Tokyo” si espande per circa 13.500 km² e con i suoi 34,2 milioni di abitanti, è la più grande megalopoli del mondo in termini di popolazione e la terza città più grande del mondo in termini di superficie, inferiore soltanto a Shangai e Pechino. Potete capire, quindi, perché ci voglia tanta pazienza, tempo e dedizione anche solo per decidere in che parte di Tokyo stare!

 Finalmente la scelta è caduta su un ryokan (un albergo tipico giapponese), in parte anche ostello, ad Asakusa, uno dei quartieri più caratteristici e famosi di Tokyo. Per fortuna siamo arrivati che c’era ancora luce, e siamo riusciti a trovare l’albergo facilmente. Devo dire che siamo rimasti leggermente sbalorditi nel vedere la nostra camera. Certo, gli elementi tradizionali sono stati mantenuti, cioè: pavimenti formati da tatami, rifiniture interne in legno di stile tradizionale, stanza spoglia, priva di mobili e letti, e futon che vengono apparecchiati dopo la cena, disponendo materassini, coperte e cuscini sui tatami. Però il tutto era concentrato in una camera delle dimensioni di una scatole di scarpe, in una stanza che sembrava a tutti gli effetti un bunker. Ma non ci siamo lasciati scoraggiare, alla fine della fiera l’hotel ci serviva solo per dormire!

Per il nostro primo giorno a Tokyo abbiamo deciso di esplorare i quartieri limitrofi, e così la mattina ci siamo diretti a piedi verso Ueno, uno dei quartieri più caratteristici e culturali di Tokyo. La nostra prima tappa è stata naturalmente lo zoo! Il parco ospita più di 2600 animali di 464 specie diverse, tra cui: panda, orsi polari, orsi di Hokkaido, orsi neri, pinguini, foche, elefanti, giraffe, ippopotami, rinoceronti, zebre, tapiri, capibara, canguri, tapiri, tartarughe, coccodrilli, scimmie, ecc. La cosa più bella è che l’entrata è di neanche 5$: un ottimo incentivo per tantissimi visitatori, che infatti affollavano il parco! Dopo aver accontentato me, abbiamo fatto felice anche l’Avvocato con una visita al Tokyo National Museum, il più antico museo nazionale in Giappone. Il museo presenta un’ampia collezione di reperti archeologici e opere d’arte da tutta l’Asia, e in particolare dal Giappone. Nel museo si trovano più di 110.000 oggetti, tra cui 87 tesori nazionali e 610 importanti reperti culturali.

panda

Dopo il museo siamo tornati ad Asakusa, dove abbiamo visitato la zona dei templi. Come suo fulcro c’è il tempio Sensōji, dedicato a Kannon Sama, la dea buddista della misericordia; questo luogo di venerazione è il più antico di TokyoLa via principale del quartiere passa davanti al Kaminarimon (“Porta del tuono”) con la sua chōchin, l’imponente lanterna di carta rossa. Tra le attrazioni della via, ci sono anche i ragazzi vestiti nei tradizionali abiti dei portantini, disponibili a trasportare in giro per il quartiere i turisti in risciò: credetemi, grazie al lavoro che fanno hanno un fisico incredibile! La famosa Nakamise dori immette alla porta Kaminarimon, che conduce al Sensōji. Ai lati della Nakamise, sempre affollata di visitatori, si trovano numerose bancarelle di prodotti tipici: souvenir, vestiti tradizionali, parrucche da samurai, peluche, giocattoli. Il tempio è semplicemente imponente e meraviglioso, e i rituali dei fedeli sono molto complicati e intriganti. Io e Sam abbiamo passato un sacco di tempo semplicemente a osservare la gente e i loro usi: davvero molto interessante!

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Mercoledì purtroppo ci siamo svegliati sotto la pioggia: poco male, avremmo continuato le nostre esplorazioni sotto l’acqua! Destinazione della mattinata: Shibuyasenza dubbio una delle zone più dinamiche della città. Il quartiere è illuminato da megaschermi, presenti su tutti i palazzi della zona, e ci sono un sacco di negozi (soprattutto d’abbigliamento e musica) e ristoranti e love hotel (= hotel a ore). La prima cosa da vedere a Shibuya è sicuramente la statua di Hachiko. Per chi non conosce la storia (su cui è stato scritto un libro, da cui è stato tratto un film con Richard Gere), eccola qui. Intorno al 1920 il professore Hidesaburō Ueno, docente all’università di Tokyo aveva un cane di razza Akita, che si chiamava Hachiko, il quale ogni mattina lo accompagnava alla stazione di Shibuya, ed ogni sera lo attendeva per tornare a casa. Un giorno, mentre si trovava all’università, il Professore fu colpito da ictus, e morì. Hachiko, inconsapevole della morte del padrone, continuò a recarsi ogni sera alla stazione per aspettare il suo ritorno per dieci anni, fino al giorno della sua morte. Ben presto la storia del fedelissimo Hachiko si diffuse in tutto il Giappone, e per ricordare la sua fedeltà, nel 1934, l’artista Toru Ando costruì una statua, esattamente nel punto in cui Hachiko aveva atteso per tanto tempo il suo padrone. La statua si trova presso il famoso incrocio di Shibuya, il più affollato al mondo, in cui attraversano fino a 1000 persone alla volta durante l’ora di punta. Purtroppo nel momento in cui siamo passati noi l’incrocio non era così spettacolare, con solo poche decine di persone in strada.

Da li abbiamo camminato in lungo e in largo per il quartiere fino al Santuario Meiji. E’ un santuario shintoista dedicato alle anime dell’Imperatore Mutsuhito e di sua moglie, l’imperatrice Shoken, deceduti nel 1912 e 1914In loro onore fu costruito il santuario, che fu definitivamente inaugurato e consacrato nel 1920. L’edificio originale fu distrutto durante la Seconda guerra mondiale. Il santuario attuale fu completato nell’ottobre 1958. Questo tempio sorge in mezzo a una foresta di 175 acri ed è davvero un posto pacifico e sacro. 

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La nostra tappa successiva era Shinjuku. Più facile a dirsi che a farsi. Dopo averci girato attorno, finalmente l’abbiamo trovato. Shinjuku è un importante centro commerciale ed amministrativo, così come la sede del nodo ferroviario più trafficato al mondo, la stazione di Shinjuku. La nostra destinazione finale era il Palazzo del Governo Metropolitano di Tokyo, uno dei più alti edifici di Tokyo, dove viene gestita l’amministrazione politica e pubblica di Tokyo e dove si trova un osservatorio gratuito che permette di avere una vista a 360° sulla città e perfino sul Monte Fuji. 

Giovedì è stato dedicato a esplorare il “centro” di Tokyo. Per la mattina avevamo prenotato il tour il guidato del palazzo imperiale, che non lascia particolarmente senza fiato se paragonato ad esempio a Buckingham Palace, ma è in stile giapponese e complessivamente il palazzo e i suoi giardini, che si estendono su una superficie di 7,41 km², in passato sono stati valutati per una cifra superiore al valore di tutti gli immobili della California. Non male! Purtroppo il palazzo attuale non è quello originale. La notte del 5 maggio 1873 un incendio divampò nel castello e distrusse il palazzo Nishinomaru (residenza dell’imperatore ed ex-residenza dello shogun); sul terreno rimasto sgombro venne iniziata la costruzione del nuovo palazzo che fu ultimato nel 1888. In precedenza altri grandi incendi avevano distrutto intere aree del complesso. Infine, nella notte del 25 maggio 1945 gran parte del palazzo venne distrutto dai bombardamenti alleati nel corso della seconda guerra mondiale; l’attuale palazzo venne completato nel 1968 e consiste essenzialmente in blocchi di cemento ed acciaio. Non proprio quello che viene in mente pensando al palazzo di un imperatore! Ma i giardini sono davvero spettacolari, soprattutto quelli nella parte orientale!

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Da lì abbiamo proseguito a piedi fino a Ginza,
 nota come area commerciale di lusso, con diversi grandi magazzini, boutiques, ristoranti e caffè. Per una settimana non vedevo l’ora di andare a Ginza per comprare una macchina fotografica al 50% che un mio amico fotografo aveva preso la settimana prima e mi aveva caldamente raccomandato, ma ovviamente ora che siamo andati noi, erano tutte esaurite. E così abbiamo proseguito nella nostra ricerca della perfetta macchina fino ad Akihabara, conosciuta come la Città dell’Elettronica e del Porno-Manga, con i vari maid-cafè (caratteristica fondamentale di un maid cafè è la maid, una ragazza che dimostra sì e no 14 anni in un particolare tipo di divisa da cameriera di foggia vittoriana o francese, con pizzi e l’immancabile grembiule. Da notare è che le cameriere accolgono i clienti con la frase «Ben rientrato a casa, onorato padrone!»)! Purtroppo, dopo aver cercato in lungo e in largo, neanche qui ho trovato la macchina fotografica che volevo io, al prezzo che dicevo io…. 

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Venerdì era il giorno che aspettavamo con ansia… DisneylandTokyo Disneyland è il primo parco divertimenti che la Disney abbia mai aperto in Asia, e si trova all’interno del Tokyo Disney Resort, insieme all’altro parco, Disneysea, dove l’Avvocato era stato anni fa con il fratello. Non vedevo l’ora, davvero! Avevo enormi aspettative sul parco, ma di sicuro non quella di essere circondata letteralmente da centinaia di milioni di persone, tutte giapponesi. Ma non lavora nessuno in questo paese? Per forza l’economia è in recessione da 20 anni, se nessuno è in ufficio e tutti sono a Disneyland, chi manda avanti il paese? E ancora più shoccante è stato costatare che tutti, e dico tutti, avevano il pass annuale e decine gadget di ogni genere… Non oso immaginare i soldi che faccia il parco ogni giorno! Per pura curiosità ho guardato le statistiche online, e il parco di Tokyo è il terzo al mondo per affluenza, con una media annuale sui 14 milioni di visitatori. Questo logicamente ha significato code tra la mezz’ora e l’ora per ogni giostra. E, devo ammettere amaramente, la maggior parte delle attrazioni non meritava la coda. Purtroppo il parco è interamente pensato per i bambini. Non ci sono attrazioni con un minimo di adrenalina, non ci sono giri della morte, o niente che provochi urla o cose del genere. Le attrazioni più entusiasmanti sono state Space Mountain (tutto al buio) e Big Thunder Mountain (carrellino della miniera), ma niente a che vedere con le giostre di Gardaland, tanto per intenderci. 

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Per concludere, degni di nota sono sicuramente i gabinetti giapponesi. Lo so, strano, ma credetemi, sono fantastici. Sono un incrocio tra il water tradizionale e il bidet. Si può scegliere la funziona spray (per i maschietti) o quella bidet (per le femminucce). Si può regolare l’intensità del getto e anche la temperature dell’acqua. Inoltre, l’asse del water è riscaldata. Dopo due anni in Australia senza bidet, devo dire che mi sono trovata benissimo in Giappone! Sicuramente quando comprerò casa in Australia, la prima cosa che prenderò sarà un water giapponese!

Ecco a voi il resoconto di questo viaggio in Giappone. Devo dire che Tokyo in sè non mi ha fatto impazzire. E’ una magalopoli senza nessuna attrazione particolare, senza un “centro” nel senso europeo del senso e senza segni evidenti del passato millenario che ha. E questo è sicuramente un peccato. Ma sicuramente è una città con un’atmosfera particolare! Detto questo, non vedo l’ora di esplorare altri parti del paese, a cominciare da Sapporo ad ottobre!

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