Bilancio di 2 mesi in Italia

Purtroppo o per fortuna questi due mesi di “vacanza” in Italia sono finiti e sabato sono rientrata in Australia, nella mia città adottiva, che ancora però non sento come casa.

La domanda che tutti mi hanno fatto prima che lasciassi l’Italia è se fossi contenta di partire o meno: bhè, la risposta, come sempre, non è così semplice. Mi è spiaciuto moltissimo lasciare Milano, la mia casa, la mia famiglia e i miei amici. Ma sono contenta di essere tornata dall’Avvocato, nella nostra casetta e non vedo l’ora di cominciare il mio dottorato. Due mesi non sono due settimane, è un periodo abbastanza lungo da poterti sistemare, poterti sentire di nuovo a casa, e non solo di passaggio. Purtroppo o per fortuna però sono passati molto velocemente. Per di più, con di mezzo le vacanze, mi è sembrato che il tempo sia davvero volato via.
 
Tra allenamenti, uscite sociali, impegni di famiglia, il viaggio a Barcellona e tante, troppe, visite ed esami medici, queste settimane sono davvero volate. Fortunatamente ho potuto passare tanto tempo con mia mamma (trascinata a fare la spesa quasi ogni giorno!) e con il mio fratellino, decisamente meno con il mio fratellone, ma il seppur poco tempo che abbiamo speso insieme è stato comunque molto significativo. 

Come ho trovato l’Italia: messa molto male! La situazione che avevo lasciato non era per niente ideale, ma quella che ho trovato è addirittura peggio! Sempre più imprese chiudono, sempre più padri e madri di famiglia perdono il lavoro, sempre meno giovani lo trovano, e sempre di più decidono di provare a cercare un futuro migliore all’estero. Fanno male? Assolutamente no! Se il paese non ha fiducia in noi giovani e non ci aiuta a realizzarci, come possiamo noi avere fiducia nello stato? Uno Stato che ha nuovamente accettato alle elezioni un inguardabile Berlusconi, sportivi di dubbia competenza politica e criminali incalliti… Ma che tristezza? Possibile che in tutto il paese non si riescono a trovare uomini e donne al di sotto dei 70 anni con un genuino interesse per il bene del paese e della comunità, e che non entrino in politica per meri interessi personali? Va bhè, è solo un’utopia lo so… Dico solo una cosa: se gli italiani voteranno ancora Silvio, allora se lo meritano!
 
A parte questo, l’Italia resta e resterà sempre la mia patria e la mia casa. Un anno e mezzo lontana è davvero tanto tempo ed era veramente importante sia per me che per la mia famiglia che io tornassi per un pò. Perchè come dice Cesare PaveseUn paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli”. E allora, in onore del mio paese che ho lasciato, ma da cui tornerò sempre, non mi resta che lasciarvi con una citazione di Beppe Severgnini in “Italiani di domani”. 
Se siete attirati dal mare aperto del mondo, andate. Partite. Scappate. Ma ricordate che una nazione, una regione, una città, un quartiere, una scuola, un’associazione, un gruppo di amici e una famiglia sono il porto da cui siete partiti; e dove, magari, tornerete. Anche nomadi e marinai hanno patria. 

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