L’incendio della palestra di Settimo: un cocktail di stupidità e follia

Nella serata di sabato scorso, si è consumato uno dei più gravi episodi mai accaduti nella mia città, Settimo Milanese, in provincia di Milano. Con ragionevole certezza alcuni ragazzi sono penetrati nella palestra delle scuole medie di via Grandi, dopo aver scassinato la porta di uscita di sicurezza, ed hanno appiccato il fuoco ad alcune attrezzature provocando un incendio che ha prodotto danni ingentissimi. La struttura sportiva è pertanto inagibile e non potrà essere utilizzata per un lungo periodo, impedendo innanzitutto ai ragazzi di svolgere le normali attività di educazione fisica. Vengono inoltre penalizzati tutti gli altri utenti della palestra nella quale si svolgono i corsi di ginnastica per anziani e l’attività agonistica di basket e pallavolo. Il risultato è dunque un danno a un bene comune della nostra comunità ed un vergognoso insulto all’Istituzione scolastica, già obiettivo di precedenti vandalismi in questo stesso plesso scolastico. Un gesto assurdo e criminale pensando a cosa sarebbe potuto accadere se l’incendio si fosse propagato all’attiguo auditorium dove si stava proiettando un film. Le forze dell’ordine sono al lavoro per identificare gli autori di un misfatto compiuto sicuramente in presenza di molti potenziali testimoni.

Fra sprechi della pubblica amministrazione, ruberie e atti vandalici ogni anno un fiume di miliardi di euro si disperde in mille rivoli. Quantificarlo non è facile, ma sicuramente non è un’esagerazione dire che esso corrisponde a un paio di manovre finanziarie. Qualche anno fa il comune di Milano aveva quantificato i danni per atti vandalici, che ogni notte vengono compiuti contro strutture pubbliche e private, in diverse decine di milioni di euro l’anno, mentre a Roma la cifra tocca quasi il doppio. Trenitalia ha diffuso, qualche tempo fa, dati che fanno accapponare la pelle. Pare che in cinque anni i danni subiti dalle ferrovie e dai treni lombardi si aggirino intorno a 16 milioni di euro. Non c’è città, comune o borgo in Italia che sia immune da atti di vandalismo perché molto poco è stato investito in tutti questi anni sia nell’insegnare l’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado, sia nel creare una coscienza civica e rafforzare il sentimento di appartenenza a una comunità. Gli atti vandalici non risparmiano niente. A volte a essere presi di mira sono monumenti prestigiosi, come la Fontana di Trevi a Roma, altre volte simboli religiosi e politici e altre volte ancora scuole, asili, parchi e ospedali. Un cocktail di follia e stupidità che crea danni incalcolabili alla comunità. Una vera peste che bisogna assolutamente arginare se vogliamo intraprendere un cammino virtuoso che ci porti fuori dal tunnel in cui striamo precipitando. Quello che è accaduto a Settimo sabato 8 dicembre, con l’incendio della palestra comunale, non è certo da ascrivere alla mancanza di sistemi di allarme o alla scarsa vigilanza da parte delle Forze dell’ordine, tanto meno alla trascuratezza da parte dell’amministrazione, perché sarebbe solo bieca speculazione politica, quanto a una totale deriva di bullismo verso la quale stanno scivolando molti giovani di Settimo.

Qualche anno fa alcuni studenti della Milano da bere hanno allagato le aule del liceo Parini di Milano. I danni allora, per quella che era sembrata una bravata, furono enormi non solo dal punto di vista economico (circa 600.000 euro), ma soprattutto in termini di disagio causato agli altri studenti costretti a fare i turni per poter usufruire del diritto allo studio. Per molto tempo ci siamo augurati che la nostra comunità fosse immune da tali atti. Purtroppo non è così, vista la frequenza con cui episodi del genere tendono a ripetersi in questi ultimi anni. Cosa fare in casi del genere, è difficile dirlo. Serve sicuramente identificare i responsabili e dare loro le pene che meritano, ma ancor di più serve agire sia all’interno dell’ambito familiare, dove spesso prevalgono meccanismi di indifferenza se non di complicità, sia a livello cittadino promuovendo iniziative che rafforzino il senso civico e il sentimento di appartenenza alla comunità. Credo che serva anche avvicinare i giovani all’impegno sociale e alla politica, quella fatta ancora di valori alti e di passione vera, anziché allontanarli inculcando loro il convincimento che la politica sia solo malaffare, corruzione e furbizia. Qui non siamo di fronte a una generazione di giovani arrabbiati, come quella del ’68, che ha deciso di protestare in maniera estrema, ma probabilmente di fronte a una generazione di giovani annoiati, stanchi, stupidi, superficiali che pensano di vincere la noia delle loro giornate senza senso e senza prospettive abbandonandosi a gesti che sono indice della loro stupidità e bestialità.

di Cataldo Russo

Update (da Repubblica.it del 27 dicembre 2012):
Due minorenni, P.L., e D.M., di 15 e 16 anni, entrambi di Settimo Milanese, sono stati denunciati alla Procura per i Minorenni del tribunale di Milano per l’incendio della palestra comunale di Settimo che si trova in un complesso scolastico in via Gramsci, avvenuto la notte tra l’8 e il 9 dicembre scorso. I due ragazzi, che frequentano uno la terza media di quello stesso istituto, l’altro la prima superiore, avevano cercato di crearsi un alibi con gli amici che però è stato facilmente smontato dai carabinieri e dalla polizia municipale.

Diversi ragazzi, che si erano trovati quella notte per un compleanno e poi a mangiare un kebab assieme, hanno riferito che i due giovani si erano vantati con gli altri della loro bravata. Quella notte i due, dopo aver forzato una porta d’ingresso, si erano introdotti nella palestra, svuotato gli estintori, allagato tramite l’apertura di un idrante alcuni locali  e infine avevano appiccato le fiamme ad alcuni materassini, fiamme poi propagate tanto da rendere inutilizzabile la struttura.

New Update

Sono iniziati i lavori di sistemazione della palestra danneggiata dall’incendio doloso dell’8 dicembre scorso, che tanta indignazione sollevò nella comunità di Settimo. L’intervento, la cui conclusione è stimata per fine marzo, prevede lavori di bonifica, rifacimento dell’impianto elettrico, dell’impianto idraulico, delle parti edili e di porte e serramenti; la fornitura di una struttura per una tribuna estensibile, i tabelloni sospesi per il gioco della pallacanestro e le attrezzature per le attività ginniche. Costo dell’intervento circa 270 mila euro più Iva, coperto dall’assicurazione del Comune che potrà rivalersi sui responsabili eventualmente individuati dal procedimento giudiziario attualmente in corso.

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