Novità negli USA dopo il voto

Non solo Casa Bianca. La notte dell’Election day ha portato agli Usa anche la legalizzazione della marijuana in nello stato di Washington e in Colorado e il via libera alle nozze gay nel Maine e nel Maryland. Il voto è stato infatti l’occasione per procedere a una valanga di consultazioni popolari su temi cruciali, specie in materia di valori. Sono stati 176 i referendum per cui si è votato in 38 Stati americani, secondo quanto riferito dagli esperti dell’Università della California. Ma è la consultazione sui matrimoni gay quella che ha più polarizzato l’attenzione, specie per la combattuta campagna che ha visto schierarsi a favore della legalizzazione celebrità come Brad Pitt e Lady Gaga, e dall’altra parte esponenti religiosi e degli ambienti «pro-life», come l’icona evangelica Billy Graham. Sono tre gli Stati in cui si è votato per decidere se legalizzare le nozze tra coppie dello stesso sesso, Maine, Maryland e Washington, mentre in Minnesota si decideva se introdurre, come già fatto da altri 30 Stati, un divieto alle unioni direttamente nella Costituzione dello Stato. I referendum su questa dibattuta materia hanno sempre prodotto esito negativo in tutti i 32 Stati Usa dove si sono svolti, ma le associazioni per i diritti degli omosessuali erano questa volta convinte che i tempi fossero maturi. Anche Barack Obama è entrato nel dibattito suggerendo agli americani di mettere la crocetta sul «sì» alla legalizzazione nei tre Stati, e di apporre un «no» in Minnesota.

Gli elettori degli Stati di Washington, Colorado e Oregon si sono espressi per la prima volta in assoluto sulla legalizzazione della cannabis per usi ricreativi permettendo agli adulti di detenerne una minima quantità venduta in esercizi commerciali autorizzati con tanto di Iva. In Arkansas e Massachusetts si è votato per consentire l’uso terapeutico della marijuana, misura già passata in altri 17 Stati, e sempre nel «Bay State» per consentire la somministrazione di dosi letali di farmaci ai malati terminali, così come previsto già in Oregon e Washington. La California si è pronunciata invece sulla pena di morte, con la commutazione per i 720 detenuti del braccio della morte al carcere a vita.

Nel «Golden State» si è tenuto anche il referendum sull’obbligo di apporre etichette speciali ai cibi geneticamente modificati e sulla Proposition 32 relativa alla raccolta fondi per scopi politici da parte dei sindacati. In Alabama, Montana, Florida e Wyoming si è votato sull’abrogazione di alcuni aspetti dell’Obamacare, mentre in Minnesota sull’obbligo di mostrare il documento d’identità al seggio. Referendum, infine, anche per Puerto Rico ai cui abitanti è stato chiesto se cambiare il tipo di rapporti istituzionali tra il protettorato americano e il governo di Washington, ed optare per l’indipendenza assoluta, una maggiore autonomia fiscale o diventare il 51° dell’Unione. 

Al di là delle opinioni personali sull’uso di droga, è indubbio che la legalizzazione della marijuana sottrarrà ai cartelli messicani un’enorme fonte di guadagno, che finirà invece nelle tasche dello stato a beneficio dei cittadini. Per quanto riguarda invece le nozze gay, non si tratta che della legalizzazione di una situazione di fatto, a beneficio di tutte le parti coinvolte. 

Brava America, così mi piaci!

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