Alla canna del gas (o quasi)…

Quanti panini e pizze bisogna vendere per riuscire a mantenere una panetteria? Non ne ho idea, ma a quanto pare, più di quanti ne vendiamo al momento.
Nonostante il mio poco amore per il mio lavoro, non è comunque piacevole scoprire che le cose non vanno bene per i proprietari, e che se continuiamo così il negozio non resterà aperto per più di un altro mese. È vero che durante la settimana – almeno nel pomeriggio, quando lavoro io – non c’è mai il pieno, ma è una panetteria, non un supermercato. Neanche nelle panetterie in Italia ho mai visto il pienone! La casa del pane tra l’altro fornisce pane e pizze all’ingrosso a tanti negozi, ristoranti e bar ed ero convinta che questo bastasse a far stare a galla il negozio. Evidentemente mi sbagliavo!
La situazione ora è così precaria che uno dei proprietari ha deciso (senza consultare gli altri due, ma va bhè, dettagli…) di ridurre il personale del pomeriggio da 2 ragazze a una sola… il che vuol dire vedermi ridurre i turni da 4 a 2! Arghhh… una sola persona a mandare avanti l’intero negozio? A servire i clienti, fare caffè, servire ai tavoli, pulire i tavoli, oltre chiaramente a pulire tutto il negozio, la cucina e il retro, perché i panettieri non sono in grado neanche di pulirsi il sedere? Impossibile per una persona sola in un turno di 5 ore… Mi hanno detto che prima che assumessero me c’era una sola persona al pomeriggio, e infatti il posto era una vera schifezza: a parte le tante pulizie quotidiane, ci sono dei lavori che vengono fatti una volta alla settimana e portano via un sacco di tempo. Ma la scelta è semplice: preferiscono risparmiare e avere un negozio sporco, o spendere di più e avere un posto pulito e ordinato?
Purtroppo pare che al momento non abbiano scelta…

0 thoughts on “Alla canna del gas (o quasi)…

  1. Cara Claudia,

    ho appena scoperto il tuo blog, rigorosamente per caso, e mi ha fatto molto piacere leggerlo. A parte il fatto che scrivi bene, è bello anche leggere queste esperienze di prima mano di problemi e sbattimenti all'estero (se ti dico che ti capisco, credimi!, vivo da emigrante da quasi 4 anni ormai). Mi piace il fatto che non molli, e a differenza di tanti altri blog di gente all'estero, non parli solo delle cose positive che ti succedono.

    Un abbraccio!

    “It ain't about how hard you hit, it's about how hard you can get hit and keep moving forward, how much you can take, and keep moving forward.”

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