I miei bimbi… le mie gioie e i miei dolori!

Il giovedì è il mio giorno dei bimbi al centro. Prima faccio sempre una mezz’oretta con il il piccolo Finlay (5 anni) e poi un’ora con Ben (14). Entrambi mi mettono sempre di buonumore: sono due piccoli tesori, sempre attivi e sorridenti. Non sono forse i miei studenti più facili, anzi, ma sono sicuramente quelli che mi danno le soddisfazioni più grandi!
Per quanto riguarda il piccolo Fin, non posso dire che stia imparando il francese a passi da gigante, né che si impegni più di tanto… Ma ha soli 5 anni, si diverte un sacco con me ed è contento di venire a lezione: ha una risata contagiosa, alta e cristallina, che risuona per tutto il centro. Di sicuro è lo studente per cui mi devo scervellare di più su nel preparare la lezione. Se ho in mente di usare le carte da UNO per imparare i numeri e i colori, lui vuole giocare con le palline antistress; se preparo a casa un gioco di società per insegnargli i nomi degli animali, lui vuole disegnare sulla lavagna; se mi faccio prestare l’ipad per insegnargli i vocaboli relativi alla famiglia con un gioco molto carino, lui vuole giocare con le figurine… Da un paio di settimane ha adocchiato il piccolo bingo che abbiamo in aula e che usiamo per imparare i numeri, e da allora è una continua supplica per poterlo usare: e così oggi avevo deciso finalmente di usarlo, ma solamente con i numeri da 1 a 20. “Sicuramente sarà contento”, mi dico. Mai pensare di sapere come fare felice un bambino di 5 anni! Non appena entrato in aula, infatti, mi chiede se possiamo usare il computer oggi. “Ma come?”, gli dico, “non volevi mica giocare con il bingo?”. Al che mi risponde con uno sguardo annoiato, come se gli avessi proposto di ricopiare la stessa frase cento volte! Ahhhh…. Come sono difficili questi bambini! Per fortuna è stato facile consolarlo, promettendogli che avremmo usato la il computer la prossima volta e così si è accontentato di battermi al bingo un paio di volte! E vincere contro la maestra è sempre estremamente divertente per un alunno! E così se ne è andato a casa contento, ma senza prima aver tirato le palline in giro per tutta la classe!
E poi c’è Ben, il mio caro Ben. Pensavo fosse davvero più difficile entrare nelle grazie di un adolescente! Ben ha 14 anni, e viene per fare conversazione in francese, dopo aver vissuto per un paio d’anni in Nuova Caledonia con la famiglia (suo padre lavora per una compagnia mineraria). All’inizio non riuscivo a dormire la notte, col pensiero di cosa fare con Ben il giovedì: un’ora è molto lunga, se non si sa di cosa parlare! Non avendo un programma da seguire, ed essendo soprattutto conversazione, sta a me decidere di volta in volta l’argomento da affrontare e trovare un metodo per mantenerlo interessato. Trattati gli argomenti basilari, come sport, film, musica, scuola, vacanze, famiglia, e dopo aver scoperto che gli piace leggere, ho pensato di leggere insieme Harry Potter in francese. Ben ne era entusiasta… per tipo una lezione! Per fortuna il mondo del web è sempre pieno di risorse, e mi ha permesso di creare cruciverba, parole incrociate, e tante altre schede per migliorare i vocaboli e lo spelling. Per fortuna Ben non si è mai lamentato delle mie “lezioni serie”, e sembra divertirsi con questi esercizi, tanto quanto quando conversiamo tranquillamente. Più di una volta mi ha detto che sono “cool” e che non si è mai divertito tanto a scuola, come alle mie lezioni. Sentirsi fare questi complimenti da un adolescente, è un’enorme gioia per me!
E le lezioni che do, in particolare a studenti così giovani, hanno un’importanza che va al di là di quello che possono imparare in classe. Per loro divento un punto di riferimento, qualcuno di esterno e oggettivo da cui possono andare in caso di bisogno. E purtroppo questo si è verificato un paio di settimane fa, quando Ben è arrivato a lezione in lacrime, perché i suoi genitori si sono separati. Non conoscendo la famiglia, né la loro situazione, chiaramente non potevo sapere i dettagli, ma tutto quello di cui lui aveva bisogno era qualcuno che lo rassicurasse. Gli ho offerto un abbraccio e parole dolci, e me lo sono conquistato così!

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