7 anni senza te

Mentre l’estate è quasi arrivata in Italia, qui ad Adelaide è inverno, è tornata la pioggia e le nuvole nascondono il sole. E ancora una volta, per la settima volta, mi trovo a ricordare quei terribili momenti di quel 7 giugno 2005. Non c’è dettaglio che non ricordi, non c’è parola, odore, movimento che non abbia rivissuto nella mia mente almeno un milione di volte da quel giorno. E oggi, minuto per minuto, rivivo a rallentatore quella giornata. 
Per ironia della sorte, non ti ho potuto salutare come si deve quella mattina: non ho potuto vederti, né darti un bacio. Di solito ci incrociavamo sempre tra cucina e bagno; ma quella mattina no. Mi hai urlato un saluto attraverso la porta e sei uscito di casa. Non saresti più rientrato da quella porta, ma io questo non lo sapevo. Non immaginavo che la nostra ultima conversazione – la sera prima – mi avrebbe tormentato per anni a venire. Quante cose ti avrei detto, se avessi saputo che sarebbero state le ultime parole che avresti sentito da me… Ti avrei chiesto scusa: scusa per tutti gli anni sprecati a litigare, per tutti i musi e i silenzi; scusa per averti mancato di rispetto troppo spesso, per non averti parlato quando ne avevo la possibilità, per non averti abbracciato quanto lo avessi voluto. Scusa per essermi allontanata da te per troppo tempo. Scusa per non averti mai detto quanto significassi per me e quanto ti volevo bene. Scusa per essere stata una stupida adolescente. 
Da quel 7 giugno vivo nel rimorso e nel rimpianto. So che non avrò mai l’occasione di dirti queste parole e di farti capire quanto ti abbia sempre stimato. Non c’è persona al mondo migliore di te, di questo ne sono profondamente convinta e il mondo è un posto peggiore da quando ha perso te. Te ne sei andato proprio quando le cose cominciavano ad andare bene, quando stavo finalmente riuscendo a rimettere insieme i tasselli del puzzle della mia vita. Pensavo di avere tutta la vita davanti per recuperare il nostro rapporto, per tornare a essere uniti come una volta, padre e figlia sulla stessa lunghezza d’onda. Purtroppo 18 anni sono stato tutto quello che ho avuto, e di questi 18 anni, tanti non me li ricordo, e tanti altri li ho sprecati, quando avrei potuto farne tesoro. Lo so ora, ho capito tutto, ma adesso è troppo tardi. 
Non sai quanto vorrei poter tornare indietro. Cambierei tutto, tutto. Quella mattina non ti avrei fatto andare al lavoro, ti avrei tenuto stretto a me. Sarei disposta a sacrificare tutto quello che ho fatto e avuto in questi anni, rinuncerei a tutto per avere la possibilità per tornare a quel maledetto giorno e farlo andare in modo diverso. Mi manca tutto di te: tutte quelle cose che per 18 anni ho dato per scontato, ora mi mancano da morire. La tua voce, il tuo sorriso, i tuoi occhi, i tuoi fischi, la tua risata. Mi manca poterti parlare, potermi confidare, poterti chiedere consigli, poterti abbracciare…
In questi 7 anni come non mai mi sono chiesta cosa c’è dopo e dove sei. So che se c’è un paradiso, tu sei sicuramente lì. Non riesco immaginare una persona più meritevole di te… Non posso immaginare che tu non esista più, in qualche forma, in qualche luogo. Se solo potessi essere con te, da qualsiasi parte, allora sarei felice, allora potrei tornare a essere di nuovo completa.
Torna da me, papà… mi manchi da morire…

“Ho sceso, dandoti la mano, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei, è il vuoto a ogni gradino”

0 thoughts on “7 anni senza te

  1. Papà vede e sente tutto, sarà felice per tutto quello che gli hai scritto anche se, OVVIAMENTE, già lo sapeva….
    Non fartene un cruccio per le mancanze che ci sono state perchè papà, col bene immenso che ti ha sempre voluto, ti ha sempre scusata e ha sempre cercato di capirti e di venirti incontro! Stai serena perchè lassù hai un angelo che veglia sempre su di te e su di noi, un bacio Mum

  2. Sarebbe impossibile credere in qualcosa di diverso rispetto a quanto ha già risposto tua mamma!
    Una cosa l'aggiungo, però! Dici che sarebbe diverso avendo la certezza che lui possa essere ancora accanto a te sotto qualunque altro aspetto..hai ragione..ma sbagli se non noti che lui c'è! C'è ogni volta che ti guardi allo specchio, ogni volta che guardi i tuoi occhi, ogni volta che senti la tua voce ridere..lui c'è! Lui è nel tuo cuore, nei tuoi pensieri ogni giorno, e ti assicuro che se ti sforzi un pochettino, puoi sentire quanto ancora di lui c'è nelle tue orecchie!
    L'amore che tu provi, l'amore che vi unisce, non è nient'altro che la parte migliore di lui..quella che ancora, e per tutta la vita, resterà accanto a te! Quella che porti dentro di te!
    Sbagli, secondo me (non voglio essere quello che giudica), ad avere rimpianti e rimorsi per tutto ciò che non hai fatto e per tutto ciò che puoi avere sbagliato..dovresti, invece, essere fiera di tutto ciò che è stato magico..dovresti godere di ogni bel ricordo al suo fianco..non pensare al brutto……tieni vivo il ricordo più bello..solo quello!!
    Scusami se mi permetto ma, credo, che papà avrebbe voluto così!! Anzi..credo proprio che lo voglia tutt'ora!
    Un abbraccio Clà..
    Matteo!

  3. Commosso dal tuo sentimento autentico e pienamente aperto all'amore per tuo padre.
    Per chi, come me, vive il rapporto con il padre (anche se a distanza) non è sempre facile guardare con purezza l'altro, accettando le contraddizioni e i limiti dell'uomo che mi ha messo al mondo. Forse la morte di tuo padre ha “accellerato” il processo di accettazione della figura paterna, quasi idealizzando l'uomo che era o non c'è più.
    Ma quello che sento di dirti è questo: diciottoanni sono diciottoanni per tutti, sono gli anni della ribellione, sono gli anni in cui (giustamente) si esce la testa fuori dal sacco per iniziare ad affermare la propria personalità con le figure di riferimento della propria vita. Ricucire il rapporto con la persona che tu eri nel 2005 credo sarebbe la cosa più opportuna da fare. Quello che dovrai fare è perdonare la ragazza di qualche anno fa, liberandoti finalmente di un macigno che (forse) pesa più del dovuto sulla tua coscienza e sull'amore cieco per tuo padre.

    Con amicizia,

    a.

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