Al via con le lezioni di italiano

Aiuto! Vi prego, qualcuno mi salvi da questo lavoro! Non solo continua a non piacermi, ma questa settimana ho scoperto che mi stanno pure sottopagando. In Australia esistono sostanzialmente 3 tipi di contratti e, quindi, di retribuzione: full time, part time, casual. I primi due, come in Italia, prevedono certi diritti, come un minimo di ore fisso, malattia, liquidazione, ferie, ecc. Il contratto casual invece non prevede l’obbligo a un minimo di ore e non da diritto a malattia, ferie, ecc, ma in compenso prevede un salario orario superiore del 25% a quello del full time o part time: in sostanza, quello che non ti pagano in malattia e ferie, te lo pagano come stipendio all’ora. Tra l’altro, nei primi due tipi di contratti non si può essere licenziati senza giusta causa e bisogna dare 2 settimane di preavviso prima di licenziarsi, mentre nel contratto casual puoi lasciare o venire licenziato senza preavviso né motivo. Fin qui tutto chiaro. In Australia, tra l’altro, per ogni impiego c’è uno stipendio orario minimo, sotto cui il datore di lavoro non può per nessuna ragione scendere. Per la mia professione, il salario minimo da lunedì a venerdì full time/part time è di $16.50, casual $21; per quanto riguarda il sabato è $24 e la domenica $29.
Quando lavoravo a St Georges Bakehouse avevo un contratto casual, ero pagata di conseguenza e i miei turni cambiavano a seconda dell’orario. George mi pagava i contributi, come di dovere, ma niente di più. Ora invece, a La casa del pane, la musica è cambiata: quando mi hanno assunta Melissa, una mia collega che, in assenza di Tina, una dei 3 proprietari, fa le veci della manager, mi ha detto che siamo pagati come part time. Ottimo, mi sono detta! Finalmente posso avere ferie e malattia pagata. E infatti, con l’arrivo della prima busta paga (sono pagata settimanalmente) vedo che lo stipendio orario è di $17. L’altro giorno però una mia collega, Dora, era malata, ma essendoci solo 4 impiegate, non c’era nessuno che la potesse sostituire, e così è stata costretta a venire al lavoro lo stesso. Chiacchierando, nel pomeriggio, le chiedo conferma che ci paghino la malattia, al che lei risponde di no, perché siamo casual. Allora le faccio notare che siamo pagate $17 l’ora, che è lo stipendio del full time/part time, e che se fossimo casual, dovrebbero pagarci $21 l’ora. Lei mi conferma che siamo casual, che non abbiamo diritto a malattia, ferie o liquidazione. Al che mi si drizzano le orecchie. Da una conversazione con Paul – papà di Sam, che è manager delle risorse umane nell’orchestra di Adelaide – della sera prima, so bene quali sono i miei diritti e i doveri dei datori di lavoro con i vari contratti, e quindi so bene che quello che stanno facendo a La casa del pane è assolutamente illegale. O mi pagano $17 l’ora e mi pagano i vari benefici, o mi pagano $21 senza benefici: non possono pagarmi $17 ma senza benefici. Ne ho parlato con Melissa il giorno dopo, ma anche lei mi ha confermato che siamo casual, pagate quello che siamo pagate, e senza nessun altro beneficio. E che cavolo! Io lavoro, sudo sette camice in quel cavolo di posto, e non vengo neanche pagata il giusto! Io non ci sto!
Per fortuna qui in Australia c’è Fair Work Australia, una sorta di INAIL, che vigilia sul corretto atteggiamento dei datori di lavoro nei confronti degli impiegati. Qualunque impiegato può andare da Fair Work se ritiene di non essere trattato giustamente sul posto di lavoro: in quel momento Fair Work si prende a carico la situazione – gratis – e si mette in contatto con il datore di lavoro per risolvere la situazione. Siccome le multe per i datori di lavoro sono altissime, di solito questi pagano l’impiegato senza fare troppe storie. Purtroppo penso proprio di dover fare ricorso a Fair Work Australia, una volta che lascerò il lavoro.
Per fortuna c’è la possibilità che possa presto lasciare il lavoro. Marina, una mia cliente italiana del mio primo lavoro, forse mi ha trovato un paio di classi di italiano da seguire alla Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e Famiglie; inoltre ho cominciato a dare lezioni di italiano a due signori che mi avevano contattato mesi fa. Infine, ieri mattina ho avuto un colloquio al Language Vocational Center di Adelaide, e sono piaciuta molto: la direttrice mi ha detto che sicuramente riuscirà a inserirmi come insegnante di italiano e francese. Non saranno molte ore, probabilmente quanto un part time, ma mettendo insieme tutti queste attività, riuscirò a tirarne fuori abbastanza ore.
Non vedo l’ora di cominciare con tutte queste attività e di lasciare il mio lavoro!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *