Limbo

Si possono percorrere milioni di chilometri in una sola vita senza mai scalfire la superficie dei luoghi né imparare nulla dalle genti appena sfiorate. Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare. Camminando si apprende la vita, camminando si conoscono le cose, camminando si sanano le ferite del giorno prima… Cammina guardando una stella, ascoltando una voce, seguendo le orme di altri passi… Cammina cercando la vita, curando le ferite lasciate dai dolori. Niente può cancellare il ricordo del cammino percorso…” (Rubén Blades)
Ogni giorno cerco di fare tesoro del tempo che passo qui in Australia, in terra straniera, con usi e costumi diversi, per assorbire più che posso la diversità di questo paese. E imparo ogni giorno qualcosa di nuovo, che mi fa essere grata della scelta che ho fatto di venire qui. E poi quando guardo i tg italiani o leggo le notizie online, c’è sempre qualcosa che mi fa scuotere la testa e pensare: “Meno male che me ne sono andata per tempo!”. D’altronde in Italia non avrei avuto nessuna possibilità in più, anzi!
Nonostante questo, la mia situazione attuale è di assoluta incertezza. A metà gennaio ho dovuto lasciare il lavoro alla bakehouse (a proposito, finalmente hanno attivato il sito internet, perciò potete vedere tutte le delizie che mi hanno circondato per 6 mesi: http://www.stgeorgesbakehouse.com.au/) per necessità di visto. Negli ultimi mesi comunque non mi avevano più dato abbastanza ore, perciò avrei comunque dovuto cercare un secondo lavoro. Mi è dispiaciuto lasciare il lavoro e le mie colleghe: ho imparato un sacco in questi mesi, ho fatto conoscenze bellissime e, in generale, mi è davvero piaciuto lavorare alla bakery. Ma non c’è niente che potessi fare, i 6 mesi sono scaduti e ho dovuto dire bye bye a tutti. Per questo motivo io e Sam abbiamo anche dovuto lasciare la nostra casettina un mese prima della fine del contratto. Due weekend fa abbiamo fatto armi e bagagli e siamo tornati a casa dei suoi genitori. Quindi abbiamo passato i due giorni successivi a pulire la casa alla perfezione, prima che l’agenzia facesse l’ispezione finale (passata con lode!). Per fortuna hanno trovato un nuovo inquilino questa settimana, perciò abbiamo dovuto pagare solo 3 giorni extra! Ora che siamo tornati qui, mi sembra di essere tornata al punto di partenza… il problema è che senza un lavoro fisso, senza sapere se staremo qui ad Adelaide o andremo altrove, non possiamo prendere un’altra casa in affitto.
Sam ha finito lo stage non retribuito e questa settimana ne ha cominciato un altro retribuito in uno studio legale commerciale qui ad Adelaide. Lavora dalle 8.30 alle 5.30 (in Australia il normale orario di lavoro è 9-5) e per il momento il lavoro non lo fa impazzire: un po’ troppo commerciale per lui. Dopo queste prime 4 settimane potrebbero offrirgli un altro contratto, che non so se accetterà. Si vedrà!
Per quanto riguarda me, ho fatto due colloqui in due caffè. Uno qui vicino e un altro dall’altra parte della città. Ho fatto anche domanda per alcuni lavori in uffici e con l’università, ma ancora non mi hanno fatto sapere niente. Non sto cercando più di tanto al momento, perché sono presa con il preparare tutti i documenti per il visto e poi vorrei essere certa che stiamo ad Adelaide per il prossimo anno prima di cercare attivamente un lavoro. Ma se mi prendono da qualche parte nel frattempo accetterò!
E così mi trovo in questo limbo. Non ne sono contenta e vorrei avere alcune certezze, ma al momento questa è la situazione… C’est la vie!

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