In memoria dell’11 settembre

Non ci sono parole per esprimere l’angoscia, il dolore e la rabbia che ho provato 10 anni fa, quando, a casa di Sonia, mentre traducevamo una versione di latino, sua zia Cinzia ci ha telefonato, e in diretta TV abbiamo visto il secondo aereo schiantarsi e in seguito le due torri crollare… Nel 2003 sono andata a Ground Zero e il vuoto del posto e le macerie ancora sul sito mi hanno sconvolto… Anno dopo anno questo triste anniversario mi ha straziato il cuore… Anno dopo anno ho visto le cerimonie pubbliche a New York, Washington e Pennsylvania… Anno dopo anno ho sentito i parenti scandire i nomi delle 2.753 vittime… Anno dopo anno ho cercato di capire come una persona possa arrivare a pianificare e mettere in atto una simile carneficina… E da 6 anni a questa parte, anno dopo anno, mi sono sentita sempre più vicina alle vittime indirette di quel maledetto giorno: le migliaia di bambini che non hanno mai conosciuto il loro papà o che hanno perso un genitore in quel giorno d’autunno…
Oggi ho deciso di ricordare quelle 2.753 persone e le migliaia altre che le piangono con un pezzo di una poesia di Laurence Binyon, For the fallen (conosciuta oggi in Australia come Ode of Remembrance):
They shall not grow old, as we that are left grow old:
Age shall not weary them, nor the years condemn.
At the going down of the sun and in the morning,
We will remember them.
E mentre il mondo intero ricorda le vittime di questa tragedia globale, io non posso non ricordare la vittima di una mia tragedia personale, mio zio Ugo, perso troppo poco, ma mai dimenticato. Manchi a tutti noi!

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